Studio De NicolÚ


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CHE COS’E’ L’IPNOSI

 

 

Conviene certo prima chiarire di cosa stiamo parlando,quali sono i fenomeni legati ad esso e chi e quando “fa dell’ipnosi”.
Abbiamo tutti ben presenti le scenette da baraccone,le buffonate televisive,le sparate da clown del “quando te lo dirò io!” e tante altre amenità che vengono propinate sui palcoscenici,televisivi o meno,per folle di creduloni disposti ad accettare tutto quello che viene proposto dallo “show-business”.
Proprio per questo è certamente più facile spiegare quello che ipnosi non è.
La morale del soggetto non viene mai alterata dagli stati ipnotici per cui non si può far fare alle persone,né tantomeno agli animali,quello che essi stessi,per propria iniziativa,non farebbero.
Per dirla in maniera esplicita non si può far denudare davanti al pubblico una persona che non sia già propensa a farlo,attrici e ballerine etc, come non si può far compiere una rapina ad uno che non sia già un ladro per sua propria propensione.
Una non si può mica prostituire dicendo che era stata ipnotizzata!
La volontà del soggetto non può essere modificata da un ordine dato in stato di ipnosi.
Avrete notato che i sonnambuli non si fanno male durante i loro giri notturni,non passeggiano sui tetti e se lo facessero non cadrebbero giù,non si vanno a schiantare contro finestre e porte di vetro perché nel loro stato onirico mantengono comunque una volontà propria diretta a salvaguardare la salute e la vita.
Altrettanto ad un soggetto ipnotizzato non si può ordinargli di buttarsi giù dal balcone neanche se gli si facesse credere di essere un uccello in grado di volare.
L’ipnosi non è mica l’LSD !
Inoltre,contrariamente ad un’opinione diffusa,l’ipnosi non è neanche lontana parente del sonno.In passato,ma anche ai giorni nostri,si usano diffusamente frasi come :
“dormirai di un sonno profondo…”
“il tuo sonno diventerà sempre più profondo…”
“…e quando ti risveglierai…”
Queste non sono altro che frasi utilizzate dall’ipnotizzatore per suggerire al soggetto qual è l’atteggiamento fisico e la predisposizione psicologica per ottenere gli effetti ipnotici e cioè
l’assumere una posizione comoda,non faticosa da sostenere magari anche per lungo tempo ed il rilassarsi mentalmente lasciando andare pensieri disturbanti e preoccupazioni.
Che il sonno e l’ipnosi siano ben diversi è ormai ampiamente dimostrato da studi scientifici ottenuti sia attraverso l’elettroencefalogramma che la PET (tomografia ad emissione di positroni) che evidenziano tracciati completamente diversi nelle due situazioni tanto da far capire che in ipnosi l’attenzione è molto concentrata su un argomento.
Questo “fenomeno” si chiama appunto MONOIDEISMO che vuol dire che il pensiero è focalizzato solo su un’idea.
L’ipnosi non è magia anche se,a volte,si possono ottenere delle situazioni che hanno del “miracoloso” come verruche della pelle che spariscono,mandibole che si raddrizzano,persone che ricordano episodi di quando avevano pochi anni di vita e magari parlano e scrivono come bambini,donne che partoriscono in ospedale “credendo” di essere nella camera da letto di casa,interventi chirurgici anche grossi eseguiti in anestesia ipnotica e così via.Ma la “magia” implica delegare a qualcosa o qualcuno al di fuori di noi il “potere” di far avvenire cose straordinarie che riteniamo impossibili mentre in ipnosi è esclusivamente il soggetto ipnotizzato che attiva delle capacità interne che non sapeva di possedere ma che,con l’aiuto dell’ipnotizzatore rende concrete,attive,visibili.
Questo fenomeno si chiama PLASTICITA’ che vuol dire che il pensiero si trasforma in azione come per esempio se io penso intensamente di sollevare un peso con un braccio i miei muscoli si comporteranno come se effettivamente io stessi sollevando un peso con una contrazione che si può registrare con apparecchiature mediche semplicissime.
Quindi ecco già che compare il concetto di cosa può essere o fare l’ipnosi:”monoideismo plastico” e cioè l’attenzione focalizzata che si estrinseca in azioni concrete.
E l’ipnosi non è neanche Isteria perché il soggetto ipnotizzato non è patologico perchè è nelle possibilità di ciascuno di noi di realizzare fenomeni ipnotici,chi più e chi meno,a seconda della personale disponibilità a sperimentare nuove frontiere.
Certo l’ipnotizzatore ha un discreto ruolo nell’aiutare il soggetto ad entrare in ipnosi ma soprattutto conta il “rapport” cioè la capacità di entrare in comunicazione a livelli più profondi,di stabilire un “feeling”,una comunione del “sentire” fra individui che stanno operando sul livello dell’inconscio.
Per molto tempo si è parlato,erroneamente,di stato “alterato” di coscienza,con essi intendendo fenomeni di tipo ipnotico,ma si trattava di una banale svista ortografica in quanto la dizione originale in lingua inglese “alterated states” prendeva origine dal latino “alter” e cioè “altro” quindi la traduzione italiana corretta è “stato diverso”di coscienza.In effetti in ipnosi lo stato di coscienza è “diverso” ma fisiologico e non “alterato” che implica un concetto di malattia e pertanto da curare e non da utilizzare.
Per concludere quindi si può definire l’ipnosi come quello stato diverso della coscienza in cui l’attenzione focalizzata permette la realizzazione plastica del pensiero.Questo stato si può infine realizzare con l’aiuto esterno dell’ipnotizzatore,o della situazione ipnotica,o della musica ipnotica,o della luce ecc. oppure può essere realizzato da sé ed in questo caso si parla di autoipnosi.
Qualcuno sostiene anche che lo stesso ipnotizzatore sia in uno stato diverso di coscienza,nel momento in cui sta inducendo un’ipnosi,proprio perché tra i due soggetti si viene a realizzare una sorta di legame di intenti che li fa comunicare in una maniera “diversa” dai canali abituali.
Ma questa è solo una delle varie possibilità.
Quello che deve essere chiaro però è che bisogna cancellare dai nostri schemi mentali l’idea che ipnosi=trance,come ci viene proposto assai spesso da televisione,films e palcoscenici vari.
Sciamani allucinati,ritmi ossessivi di tamburi,profumi misteriosi,folle deliranti e leaders carismatici dalla voce tuonante,costituiscono solo un pesante retaggio di una ipnosi primitiva cui fa da contraltare l’immagine di un’ipnosi soporifera di stanze silenziose,luci basse,musica soave e paroline bisbigliate.
Tutto questo è anche ipnosi ma oggigiorno sempre più si sta affermando il concetto di ipnosi “vigile” cioè con un soggetto che è e rimane per tutto il tempo “sveglio” perché l’unico aspetto fondamentale è la sua attenzione focalizzata su un’unica idea che l’ipnotizzatore ha l’abilità di suggerire mentre sta costruendo questo rapporto comunicativo particolare.
Mi sembra superfluo sottolineare che gli stessi fenomeni si verificano anche quando si tratta di sedute di gruppo solo che,in questo caso,ogni soggetto presente farà suoi i suggerimenti dell’ipnotizzatore in maniera diversa realizzando una “plasticità” personale che,in passato,veniva definita “profondità”dell’ipnosi.
C’è chi diventa sonnambulico,chi catatonico (resta bloccato in una posizione),chi amnesico (non ricorda nulla) e chi non si è accorto di nulla se non del rilassamento o addirittura ne è rimasto infastidito.Hanno stabilito addirittura delle scale di “profondità” per valutare questi fenomeni ritenendo che le suddette manifestazioni fossero indice di una ipnosi ben riuscita o altresì di essere in presenza di un “buon”soggetto ipnotico.
Oggi si parla invece di “suscettibilità d’organo”.
Cioè ognuno accetta i suggerimenti dell’ipnotizzatore realizzando manifestazioni esteriori che dipendono da una “congenita” personale capacita’ di sviluppare questo o quel fenomeno indipendentemente dalla più o meno buona “riuscita” dell’ipnosi.

 


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